
Il Préfon PER si rivolge agli agenti pubblici che cercano di compensare il divario tra l’ultimo stipendio e la pensione di ritiro. Confrontare questo contratto con un PER individuale classico implica considerare tre parametri raramente messi a confronto: le spese reali, la libertà di gestione e le condizioni di uscita. È ciò che questo articolo misura, con dati disponibili a supporto.
Spese e gestione finanziaria del Préfon PER rispetto a un PER individuale
La trasformazione del precedente Préfon-Retraite in Préfon PER, nell’ambito della legge Pacte, ha comportato una revisione della griglia delle spese e della ripartizione tra i supporti. Il contratto integra ora un numero maggiore di unità di conto e applica una disensibilizzazione progressiva in prossimità della pensione. Questo meccanismo riduce automaticamente l’esposizione agli attivi rischiosi man mano che la scadenza si avvicina.
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Su un PER individuale sottoscritto tramite un broker online, l’aderente sceglie autonomamente i propri supporti, arbitra liberamente e accede spesso a spese di gestione su unità di conto più basse. Con il Préfon PER, la gestione rimane ampiamente delegata all’associazione e agli assicuratori partner (CNP, Axa, Allianz, Groupama). L’aderente ha meno libertà di orientare il proprio risparmio verso un profilo aggressivo o difensivo a seconda della propria analisi.
Prima di sottoscrivere, consultare un parere su Préfon Retraite consente di incrociare i feedback degli aderenti su queste spese reali e questa gestione vincolata.
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| Critero | Préfon PER | PER individuale (broker online) |
|---|---|---|
| Pubblico target | Agenti pubblici, coniugi, ex funzionari | Tutti i risparmiatori |
| Modalità di gestione | Gestita dall’associazione, pochi arbitrati liberi | Libera o gestita a scelta |
| Supporti disponibili | Fondi euro e UC selezionati da Préfon | Ampia gamma di UC, ETF a volte disponibili |
| Spese sui versamenti | Variabili a seconda dei distributori (Tégo/AGPM, ecc.) | Spesso nulle presso i broker online |
| Uscita | Rendita vitalizia, capitale, o mista | Rendita vitalizia, capitale, o mista |
| Sistema di punti | Sì (valore del punto regolabile) | No, valorizzazione in euro |

Tasso di conversione in rendita: il rischio nascosto del sistema a punti
Il Préfon PER si basa su un sistema di capitalizzazione per punti. L’aderente accumula punti in base ai propri contributi, e la rendita versata alla pensione dipende dal valore di servizio del punto al momento della liquidazione.
Questo meccanismo pone un problema di leggibilità. Il valore del punto non è garantito a lungo termine. I documenti informativi di Préfon menzionano esplicitamente la possibilità di adattare questo valore e i parametri della rendita. In un contesto di aspettativa di vita crescente e di vincoli di solvibilità degli assicuratori, la tendenza generale è a una diminuzione del tasso di conversione dei diritti in rendita.
Su un PER individuale classico, il risparmio è valorizzato in euro. L’importo della rendita dipende dal capitale accumulato e dal tariffario applicato al momento della conversione, ma il risparmiatore vede direttamente l’ammontare del proprio contratto. Non c’è un intermediario opaco tra i versamenti e il valore reale del risparmio.
Cosa cambia concretamente per l’aderente Préfon
Un funzionario che contribuisce per venti o trenta anni al Préfon PER non può prevedere con precisione l’importo della sua futura rendita. La rivalutazione dei punti dipende da decisioni prese dall’associazione e dai suoi assicuratori, non dall’aderente. Questa mancanza di controllo rappresenta un rischio specifico assente nei PER individuali in euro.
Vantaggio fiscale del Préfon PER: identico agli altri PER, non superiore
I versamenti sul Préfon PER sono deducibili dal reddito imponibile, nel limite del tetto del risparmio pensionistico. Questo meccanismo fiscale è esattamente lo stesso di qualsiasi PER individuale. La deduzione varia a seconda della fascia marginale di imposizione dell’aderente.
Vari confronti presentano la fiscalità come un vantaggio specifico del Préfon. In realtà, ogni PER individuale offre la stessa deducibilità dei versamenti. Il vantaggio fiscale non costituisce quindi un criterio di differenziazione a favore del Préfon PER.
La fiscalità all’uscita funziona anche in modo identico:
- La rendita vitalizia è soggetta all’imposta sul reddito dopo un abbattimento in base all’età di liquidazione
- Il capitale è tassato sulla parte corrispondente ai versamenti dedotti, con possibilità di optare per la ritenuta forfettaria
- Le plusvalenze sono soggette alla ritenuta forfettaria unica, indipendentemente dal contratto PER scelto
Sblocco anticipato e opzione di reversibilità: due punti da verificare prima di sottoscrivere
Il Préfon PER consente lo sblocco anticipato nei medesimi casi degli altri PER: acquisto della residenza principale, invalidità, decesso del coniuge, sovraindebitamento, scadenza dei diritti di disoccupazione, cessazione dell’attività non salariata a seguito di una liquidazione giudiziaria.
L’opzione di reversibilità consente di trasmettere una parte della rendita al coniuge superstite. Questa opzione riduce l’importo della rendita erogata all’aderente. Il tasso di reversibilità e il suo impatto sulla rendita devono essere confrontati con attenzione prima di qualsiasi decisione.
- La reversibilità è facoltativa: si sceglie al momento della liquidazione, non alla sottoscrizione
- Il tasso di reversibilità corrente riduce sensibilmente la rendita dell’aderente principale
- Su un PER classico uscito in capitale, la questione della reversibilità non si pone allo stesso modo, poiché il capitale entra nella successione

Uscita in capitale o in rendita: il Préfon PER lascia la scelta
Dal momento della legge Pacte, il Préfon PER consente l’uscita in capitale, in rendita, o in combinazione di entrambi. Questo punto è stato a lungo un freno, il precedente Préfon-Retraite imponendo l’uscita in rendita vitalizia. La flessibilità attuale allinea il contratto ai PER del mercato, senza però compensare i limiti legati al sistema a punti e alla gestione delegata.
Il Préfon PER mantiene la sua rilevanza per un agente pubblico che desidera un quadro associativo dedicato alla funzione pubblica e che accetta di delegare la gestione del proprio risparmio. Per coloro che privilegiano la trasparenza delle spese, la libertà di arbitraggio e una valorizzazione leggibile in euro, un PER individuale classico rimane più adatto. Il criterio di scelta non è la fiscalità (è identica), ma il grado di controllo che il risparmiatore desidera mantenere sul proprio contratto.